Immaginare la città che vogliamo…
Il progetto La città che vogliamo prosegue.
Abbiamo individuato e raggruppato gli argomenti intorno a cui lavoreremo per comporre il mosaico della Modena che immaginiamo.
Partiremo dalla nostra esperienza, ereditando qualcosa dal metodo delle Comunità di Base brasiliane: vedere, giudicare, agire.
Non avremo la pretesa di essere esaustivi: non siamo sociologi, nè politologi, nè ingegneri. Ma siamo cittadini, abitiamo la nostra città e abbiamo pur sempre la facoltà di immaginare. Così cercheremo di vedere la Modena che vorremmo a partire dalla nostra esperienza quotidiana, ma non solo; ci interesseremo anche alle esperienze di altri abitanti e altri amministratori. Cercheremo le migliori pratiche e idee avvenute e circolate in comuni piccoli e medi.
Gli stimoli e gli esempi che selezioneremo ci serviranno anche per impostare un questionario da condividere con le altre associazioni. Domande chiuse (proposte tra cui scegliere) e domande aperte (ascolto).
Nella speranza che una visione condivisa si arricchisca di nuovi stimoli, cresca con le persone che ne prendono parte e diventi sempre più vera.
Queste le associazioni modenesi che stanno partecipando all’iniziativa:
- Al primo incontro hanno partecipato: Lilliput, Casa per la Pace, Legambiente, Gruppo Immigrazione;
- Al secondo incontro: Lilliput, Casa per la Pace, Associazione per la Pace, Studiare studiare studiare, Emergency.
- Al terzo incontro hanno partecipato: Lilliput, Casa per la Pace, Associazione per la Pace, Studiare studiare studiare, Legambiente.
GLI ARGOMENTI
Diritti
Infanzia
Casa
Salute
Anziani
Istruzione
Coesione sociale
Accoglienza
Gestione dei conflitti
Recupero delle relazioni
Ambiente
Trasporti
Beni comuni
Economie locali
Stimoli e tempi libero (?)
Cultura
Intrattenimento
Luoghi di aggregazione
Il LABORATORIO
Per iniziare:
47 INIZIATIVE dei comuni aderenti alla rete COMUNI VIRTUOSI
La quasi totalità di queste riguarda la tematica: AMBIENTE
Per partecipare al laboratorio con interventi, idee e segnalazioni è possibile utilizzare questo spazio, oppure scrivere una mail a: info@molilli.org
Immagino …
- Un percorso alberato e protetto per andare in bicicletta dal centro ai maggiori parchi cittadini
- …Dei giardini in città coltivati dalla gente come me: più o meno quelli che a New York chiamano social Garden
- Un tetto-giardino in cima al mio condominio, che tenga più fresco quando fa caldo, in cui andare quando si vuole stare tranquilli. Che gli anziani del condominio possano coltivare e in cui i bambini possano giocare.
- Che i miei bambini vadano a scuola in bici o a piedi, in percorsi protetti e non si debba portarli in macchina.
- Che d’estate ogni tanto ci possiamo ritrovare all’aperto con i vicini e mangiamo insieme in una bella tavolata
- Che io possa andare in centro, entrare liberamente in un locale, ascoltare un po’ di musica e sfogliare qualche libro (in effetti già avviene ed è molto bello).
- Che ci sia un posto, anche virtuale, in cui poter scambiare o anche cedere gratuitamente le cose che non mi servono e che butterei via.
- Che il comune chieda anche il mio parere su come spendere i suoi soldi (che sono anche miei)…












Mi piacerebbe vivere in una città senza scritte sui monumenti, sui portoni, sui muri, negli ascensori, sulle panchine…
Una città dove la gente non butti per terra le cartacce e non lasci le lattine sparse nel parco solo perchè non ha voglia di fare 3 metri per metterle nel cestino…
Una città dove tutti (automobilisti, ciclisti, pedoni) rispettino il colore del semaforo, diano le precedenze, si fermino presso le strisce pedonali, non parcheggino sui marciapiedi, spegnessero l’auto quando sono in sosta, considerassero davvero le cose comuni come un bene di tutti…
Non sarebbe di per sè difficile… Se poi la gente non lo capisse, ci sono le leggi… Basta farle rispettare!
Ah, e vorrei anche poter comprare una bici senza avere il timore di parcheggiarla da qualche parte e non trovarla più…
Maristella
Mi piacerebbe una città dove i bambini possono andare a scuola da solia piedi, senza rischiare di essere travolti da un’auto e senza fare aerosol da tubo di scappamento.
Mi piacerebbe che esistessero luoghi, anche al chiuso per l’inverno, dove le signore che vengono da altri paesi per accudire i nostri vecchi e i nostri ammalati possano riunirsi nelle ore libere per chiacchierare, fare un tè, lavorare all’uncinetto. Gli stessi luoghi o altri simili ma separati potrebbero essere piacevoli anche per anziani soli o persone che cercano compagnia, per fare una partita a carte, leggere il giornale, guardare insieme la tv.
Mi piacerebbe poter fare a meno dell’auto perchè nel quartiere sono presenti tutti i servizi, raggiungibili a piedi o in bicicletta: il fornaio, il droghiere, il fruttivendolo, il macellaio (non i supermercati dove devo andare per forza in macchina), la farmacia, l’anagrafe, gli altri uffici comunali…
Mi piacerebbe non vedere più nuovi cantieri per costruire strade e case, ma ristrutturazione e messa in sicurezza di vecchi edifici.
Mi piacerebbe che ogni metro quadrato di terreno libero dentro la città diventasse un’aiuola con un albero o un cespuglio
Silvia
Alcune idee su come si potrebbe intendere, anche graficamente, il laboratorio. E’ quella che qui si chiama graphic facilitation.
Di qui anche un’altra idea della città che vorrei.
Una città in grado di favorire le ispirazioni.
Ispirazioni per chi? Per la gente comune, per la vita di tutti i giorni: ci sono molto modi di affrontare la giornata e il proprio tempo libero, e una città “ispirazionale” potrebbe essere in grado di farli venire in mente. E permettere al “bambino che è in noi” di esplorare e sperimentare sempre nuove cose in città.
Ma non solo: immagino una città che favorisca l’ispirazione di designer, scrittori, liberi professionisti in genere… Come? Per esempio favorendo la nascita di luoghi pubblici in cui si possa stare a lungo e lavorare liberamente. Un po’ come i caffè letterari di un tempo, solo che questa volta oltre che per carte e penne dovrebbe esserci anche lo spazio (e la connessione) per un pc portatile…
Afffascinante! Ma io non ho capito tanto, stasera ce lo spieghi…
E così ricordo a tutti l’incontro di questa sera alla casa per la pace alle ore 21, 4° momento di confronto su “la città che vorremmo”
Silvia
Immagino una città
che prospetta progetti di vita comunitaria, che si possano concretizzare in diversi modi, ad esempio, attraverso la creazione di spazi ricreativi, dove persone con culture diverse possano stare insieme, per incontrarsi, scoprirsi, conoscersi;
mi piacerebbe anche tantissimo, che la mia città sperimentasse la realizzazione di condomini solidale dove, persone o nuclei famigliari dalle esperienze differenti, vivono vicini, ognuno con abitazione propria ma con degli spazi comuni, dove condividere momenti insieme.
Dovrebbe essere un luogo dove il principio dell’aiuto all’altro prevale, dove le persone non abbiano più paura della solitudine nelle fatiche quotidiane…perché penso che la vera paura… per tutti… è: essere soli, quando si ha bisogno.
Rossana
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