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Come ti cucino in tv la notizia di un reato

24 Agosto 2009 881 views No Comment

Riportiamo questo studio sul rapporto tra l’andamento dei crimini reali e la copertura mediatica sulla criminalità. Ora più attuale che mai.

I crimini diventano notizia. Ma i media, in particolare la tv, hanno ampio spazio per enfatizzare questi fatti. Lo hanno usato abbondantemente nell’ultima campagna elettorale. Influenzando in maniera pesante la percezione che i cittadini hanno del problema della sicurezza. Lo mostrano con chiarezza tre grafici tratti da una indagine curata da Ilvo Diamanti, promossa dalla Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos e l’Osservatorio di Pavia.

Il numero delle notizie sulla criminalità segue, nel periodo 2005 – 2008, un trend crescente e nel 2007 si assiste ad una vera e propria esplosione di notizie relative ad atti criminali. Realtà e notiziabilità si muovono in modo autonomo. All’esplosione dell’attenzione mediatica nel 2007 corrisponde una diminuzione, seppur lieve, del numero dei reati. Inoltre, se consideriamo le indagini demoscopiche, vediamo come, al diminuire dei reati e al contemporaneo crescere delle notizie sulla criminalità, lapercezione dell’opinione pubblica segua il dato mediatico e non quello reale. Quando poi le notizie sulla criminalità diminuiscono e i reati diminuiscono, anche la percezione diminuisce, e di molto: 53,1% primo semestre 2008 contro 39,8% secondo semestre 2008.

TELEGIORNALI AL VAGLIO

Sono queste alcune delle osservazioni che emergono dalla seconda edizione dell’indagine “La sicurezza in Italia: significati, immagine e realtà”. L’indagine, che ha utilizzato un campione nazionale rappresentativo composto da oltre duemila individui, ha misurato la rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza in Italia da una duplice prospettiva, mettendo a confronto percezione, rappresentazione (e realtà): i dati raccolti da Demos riassumono le percezioni dell’opinione pubblica; mentre l’analisi realizzata dall’Osservatorio di Pavia prende in considerazione la presenza sui media di notizie relative a crimini e reati, attraverso l’analisi dei Tg delle principali reti nazionali, Rai e Mediaset.(1)
Nel grafico qui sotto sono evidenziati mese per mese il numero di notizie presente nei telegiornali. Il dato più eclatante è la crescita di attenzione ai reati nel periodo settembre - dicembre 2007. .Nei primi 10 mesi del 2008 l’andamento, pur mantenendosi mediamente più elevato, sembra ritornare alla “normalità” del periodo 2005-2006.

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Se aggreghiamo i dati per semestre si nota ancora meglio l’andamento delle notizie che presenta una chiara impennata nel primo semestre 2007 per toccare la vetta nel secondo semestre 2007 e poi ridiscendere nel primo semestre 2008, ancora però nettamente sopra gli altri semestri  del 2005 e del 2006.
I reati invece sono sostanzialmente stabili, con una gobba del grafico tra il secondo semestre 2006 e il primo semestre 2007 con un andamento in graduale discesa.

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Se aggiungiamo al numero dei reati e alla loro visibilità in televisione la percezione che i cittadini hanno del rischio criminalità si ottengono indicazioni che meritano qualche approfondimento. In questo grafico, infatti, la linea gialla indica la percentuale di risposte positive alla domanda “secondo lei, c’è maggiore o minore criminalità nella zona in cui abita rispetto a cinque anni fa?” nei sondaggi effettuati da Demos.

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AUDIENCE E POLITICA

Appare perciò probabile che il cambiamento del clima d’opinione dipenda dal cambiamento del clima politico e mediatico. Fra i due ambiti il rapporto è stretto, quasi simbiotico. La lunga campagna elettorale che ha caratterizzato l’Italia nei mesi precedenti il voto di aprile, ha certamente avuto forti riflessioni sulla comunicazione mediatica. Temi come la sicurezza e la criminalità hanno ottenuto grande visibilità perché prioritari nell’agenda dei politici in vista del voto, conseguentemente l’insicurezza è divenuta in tv tema di prima serata, un titolo da posizionare in testa ai notiziari.
Commenta Ilvo Diamanti: “(…) l’insicurezza costituisce un tema particolarmente attraente per i media, e particolarmente utile per la politica. Dal punto di vista politico ed elettorale, avvantaggia soprattutto la destra. Dal punto di vista della comunicazione mediatica, fa audience, per cui incontra facilmente l’attenzione dei media. Trova molto sensibile e reattiva soprattutto la tivù commerciale”.

LE PAURE DEI CITTADINI

Il risultato più importante dell’analisi è che la notiziabilità dei reati segue logiche del tutto proprie, raramente connesse con la dinamica del numero dei reati, creando quelle ondate mediatiche che provocano insicurezza generica, o al contrario, e peggio, incentrata su un particolare aspetto che assume una rilevanza sproporzionata rispetto alla sua reale portata. La separazione tra andamento dei reati e andamento delle notizie ha come contraltare una buona correlazione tra quest’ultimo e quello della percezione dell’insicurezza da criminalità. Nel ribadire la complessità del fenomeno possiamo comunque ragionevolmente pensare che l’esposizione mediatica incida in modo sensibile sulle paure dei cittadini.

La ricerca completa sul sito www.fondazioneunipolis.org
(1) Nel periodo 1 gennaio 2005 e 31 ottobre 2008, sono stati considerati i telegiornali del prime time di Rai e Mediaset: Tg1 delle 20.00, Tg2 delle 20.30, Tg3 delle 19.00, Tg4 delle 19.00, Tg5 delle 20.00 e Studio Aperto  delle 18.30. Di ogni telegiornale sono state classificate le notizie per attribuirgli o meno una delle categorie di reato usate normalmente nelle rilevazioni del Ministero degli Interni.

da [LAVOCE.INFO] Newsletter di Paola Lanzarini 17.02.2009

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Il report della Banca d’Italia sul nesso tra immigrazione e criminalità

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In questo documento si esamina la relazione empirica tra l’immigrazione e il crimine tra le province italiane nel periodo compreso fra il 1990 e il 2003

L ‘immigrazione  aumenta  solo l’incidenza dei furti e non ha effetti su tutti gli altri tipi di crimine. Dal momento che i furti rappresentano una frazione minima di tutte le attività criminose,  l’effetto dell’immigrazione  sul tasso di criminalità generale non è significantemento diverso da zero.

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td08/TD698_08/TD_698_08/en_698.pdf

” In this paper we examine the empirical relationship between immigration and crime across Italian provinces during the period 1990-2003. Drawing on police data, we first document that the size of the immigrant population is positively correlated with the incidence of property crimes and with the overall crime rate. We then use instrumental variables based on migration towards other European countries to identify the causal impact of exogenous changes in the immigrant population of Italy. According to these estimates, immigration increases only the incidence of robberies and has no effect on all other types of crime. Since robberies represent a very small fraction of all criminal offences, the effect on the overall crime rate is not significantly different from zero. “

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